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Comparativi8 min· 2 novembre 2026

Comprare una console adesso che l'hardware rincara, o non comprarla

Finché l'hardware costava poco, la domanda era <strong>quale</strong> console comprare. Adesso che i listini si muovono verso l'alto, la domanda è diventata un'altra: <strong>se</strong> comprarla. Non è una guida ai prezzi — quelli cambiano mentre la scrivi e li trovi aggiornati nelle schede prodotto — è il modo in cui ragiono io la spesa, perché la struttura del costo non cambia quando cambia il listino, e quella si può ragionare una volta sola.

Il gaming ha tre voci di spesa, e il rincaro ne colpisce una

La macchina. La paghi tutta all'inizio, perde valore dal giorno dopo, e se cambi idea non te la ridà nessuno. È l'unica delle tre che un rincaro tocca davvero.

I giochi. Li compri uno per uno e restano tuoi, oppure sono inclusi in un abbonamento e restano finché ci sono. Due modi diversi di spendere la stessa cifra: uno accumula, l'altro affitta.

L'abbonamento. Lo paghi ogni mese e lo puoi spegnere. È la differenza che conta più di ogni confronto tecnico: una console comprata male resta in salotto, un abbonamento sbagliato finisce il mese dopo.

Messe in fila così, la domanda cambia forma. Non è «conviene questa console o quell'altra», è: quanto sono sicuro di quanto giocherò? Se la risposta è «non molto», pagare tutto all'inizio è la scommessa più costosa che puoi fare, e un rincaro la rende peggiore senza cambiare niente di quello che giochi.

Cosa ho giocato quest'anno senza accendere una console

Questa non è teoria. I due giochi che ho valutato più alto quest'anno, Resident Evil Requiem e Pragmata, non sono mai passati da una console: li ho giocati interamente in cloud, dal MacBook Air M4, con GeForce Now Ultimate.

Il setup non è esotico: un portatile che avevo già, un controller, una connessione Wi-Fi 6 decente. Gira a 4K e 120 fps, e dopo un'ora smetti di pensarci. Non è il compromesso che si raccontava qualche anno fa — è una macchina potente che sta altrove e che non devi comprare.

Il punto importante è quale spesa sostituisce: non quella dei giochi, quella della macchina. Continui a procurarti i giochi come prima, ma il pezzo che rincara — e che perde valore — sparisce dal conto. E lo schermo ce l'hai già: un portatile, una TV, un tablet.

Da qui la cosa che ripeto a chi mi chiede se prendere una console nuova perché quella che ha non basta più: la via d'uscita quando la tua macchina non ce la fa non è una macchina più grossa, è un abbonamento che gira su quello che hai in casa.

Dove il cloud perde, e non è la grafica

Se ti aspetti che a questo punto dica «quindi non comprate niente», no. Il cloud ha tre limiti veri e nessuno dei tre riguarda l'immagine.

La connessione non è un dettaglio, è il prodotto. Se la tua rete balla, balla il gioco, e non c'è impostazione che lo sistemi. Prima di ragionare su qualsiasi abbonamento, questa è la cosa da verificare — ed è verificabile in una serata di prova.

I riflessi. Per tutto quello che si gioca a tempo di reazione — picchiaduro, sparatutto competitivo, azione che chiede la parata al fotogramma — il ritardo che si aggiunge è piccolo ma reale, e in quei generi il piccolo basta a dare fastidio. Nei giochi di ruolo, nelle avventure, negli open world non lo noti.

La libreria non è la tua. Un gioco gira in cloud solo se è supportato, e il catalogo cambia senza chiedertelo. Offline non esiste: se salta la linea, la serata è finita. Una console accesa non ha questo problema, e per qualcuno vale da sola tutta la differenza di prezzo.

L'handheld come terza strada (e il malinteso sul Portal)

Fra «compro la macchina» e «non compro niente» c'è una terza via che vale la pena guardare, ma va capita bene perché i due dispositivi più citati fanno due cose opposte.

Il ROG Xbox Ally è una macchina vera e autonoma. All'accensione parte un'interfaccia pensata per il controller, gestisce la libreria dell'abbonamento, gli store esterni, e scarica i giochi in locale. Vale soprattutto se un abbonamento ce l'hai già e lo sfrutti poco: ti dà la libreria che stai pagando, senza passare da una console. I compromessi li paghi altrove: autonomia che va da un'ora e mezza a quattro ore a seconda di cosa gira, e 670 grammi in mano che dopo un'ora si fanno sentire.

Il PlayStation Portal no: non è un'alternativa a comprare una console. È un accessorio di una console che hai già — prende la PS5 di casa e la porta in un'altra stanza, e lo fa benissimo. Se stai decidendo se comprare l'hardware, il Portal non è una delle opzioni: è una cosa che valuti dopo, e per non litigare per la TV.

Confonderli è l'errore che vedo più spesso, e costa caro in entrambe le direzioni: chi compra il Portal pensando di essere a posto scopre che gli serve la console, chi scarta l'Ally pensandolo uno schermo remoto si perde l'unica macchina portatile autonoma delle tre.

Quando comprare l'hardware resta la scelta giusta

Se la tua connessione non regge. Non c'è discussione: è il caso in cui l'hardware in casa non è una preferenza, è l'unica strada.

Se giochi molto e sempre le stesse cose. Chi mette centinaia di ore negli stessi due o tre giochi ha il profilo in cui pagare la macchina all'inizio torna: quella spesa si spalma su un uso che c'è davvero, e l'abbonamento mensile invece non finisce mai.

Se vuoi possedere. Giocare un gioco fra cinque anni, rimetterci mano, non dipendere da un catalogo: sono motivi legittimi e il cloud non li copre. Vale la pena dirlo senza far finta che sia nostalgia.

Se in casa siete più di uno. Una TV, due persone, due idee diverse di serata: una macchina fisica in salotto risolve una cosa che nessun abbonamento risolve.

E se l'hardware che hai già ti sembra vecchio: prima di sostituirlo, verifica dove sta davvero il limite. Una console piccola di questa generazione regge molto più di quello che si dice, e nei casi in cui scende a patti lo fa in modo prevedibile — ne ho scritto per esteso nella guida sulla Series S nel 2026.

Cosa farei oggi al posto tuo

Parti dall'abbonamento, sullo schermo che hai già. Un portatile, una TV smart, un tablet: tutti e tre bastano per cominciare. Costa poco, si spegne quando vuoi, e nel frattempo ti dice una cosa che prima di provare non puoi sapere — quanto giochi davvero.

Compra la macchina dopo, e comprala sapendo. Due o tre mesi di abbonamento ti danno il numero che manca: se ti accorgi che accendi ogni sera, l'hardware ha senso e lo prendi sapendo per cosa. Se ti accorgi che accendi due volte al mese, il rincaro te lo sei appena risparmiato.

L'handheld va valutato per terzo, e solo se la cosa che ti ferma è dove giochi e non quanto: se il problema è la TV occupata o il divano sbagliato, è la risposta giusta; se il problema è il prezzo, non lo è.

Il ragionamento di fondo è questo, e non cambia col listino: il prezzo dell'hardware può salire, la tua abitudine non si può indovinare in anticipo. Quando una delle due cose è incerta, conviene pagare quella che si può spegnere.

Stack usato in questa guida

Quello che ho usato.

Tu paghi lo stesso, io ricevo una piccola percentuale che mantiene vivo il progetto.

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